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Le origini storiche

Ci sono più cose in cielo e in terra, Orazio, di quante ne sogni la tua filosofia."
Shakespeare

Kamaway fa parte di quel continente sommerso di tecnologie e scienza, che appartiene alle origini della cultura umana su questo pianeta.

Come altre tecnologie basate sulla stimolazione e la gestione delle energie e delle potenzialità, fa certamente parte, insieme a metodi come il Reiki-Do, di una scienza molto complessa, lontana dal nostro concetto comune di scienza.

Essa parte infatti da un contesto culturale differente e da una visione diversa dell'Uomo; le tecnologie create in antichità erano principalmente basate sullo sviluppo delle potenzialità dell'essere umano.

La conoscenza di tale scienza ci arriva attraverso frammenti, di cui troviamo tracce storiche nel bacino del Mediterraneo, in Medio ed Estremo Oriente ed anche nell'America Meridionale.
I millenni trascorsi e l'altalenarsi di varie civiltà hanno reso difficilissimo, se non impossibile, recuperare gran parte di questo interessante passato.

Alcuni frammenti sono rimasti, sono arrivati sino a noi, spesso mascherati e fraintesi, usati per scopi alieni a chi li aveva sviluppati ma, quando è possibile ripulirli ed unirli alle nostre conoscenze scientifiche, possono ancora darci delle possibilità preziose.

Kamaway è senza dubbio una di queste tecnologie basate sullo sviluppo delle potenzialità che, agendo su un aspetto fondamentale dell'uomo, la sua sessualità, si è mantenuta in uso più d'altre tecniche in diverse culture.

Sauro Tronconi ha ritrovato questo metodo in India dove esso, attraverso una serie di vicissitudini culturali e politiche, si è mantenuto nella sua applicazione originale, nonostante sia andato perso quasi interamente il significato primario di questa antica tecnologia.

Gli antichi popoli Aria, nel loro lento spostamento verso est, hanno portato con sé conoscenza e parti di antiche scienze evolutive, le quali si sono innestate sulle culture autoctone.

I cambiamenti climatici ciclici hanno determinato migrazioni epocali ma, in questa sede, non possiamo approfondire quelle teorie, che fanno corrispondere il diluvio biblico, accaduto circa dodicimila anni or sono, con l'evento che avrebbe distrutto la mitica Atlantide descritta da Platone, congelando simultaneamente la zona polare artica e costringendo quelle stirpi, che avrebbero costituito il nobile lignaggio dei Protoari, ad abbandonare per sempre il loro habitat originario.

Del resto, i riferimenti sono talmente numerosi e profondamente legati ai miti e alla cultura indoeuropea, che diviene persino imbarazzante ignorarli: citiamo per tutti il Mâhabârata, che chiama Para-desa la "terra estrema", l'iperborea greca, la terra del nord, in iraniano Pairi-daêza, greco Pará-deisos, ebraico Pardês.

Queste popolazioni avevano iniziato il loro peregrinare, allontanandosi dalla zona di cui erano originari, nei pressi del circolo polare artico, probabilmente oltre 3000 anni prima di Cristo.

La storiografia contemporanea si basa esclusivamente sui dati archeologici reperibili, ignorando sistematicamente i miti, prezioso patrimonio culturale ereditato dai tempi arcaici..

E' comunque, storicamente accertato che, fra il 2000 e il 1500 a.C., alcune stirpi indo-europee, e in particolare gli Aria, entrarono nella valle dell'Indo da nord-ovest.
Possedevano già gli embrioni della religione vedica, e molte conoscenze ancora più remote, che si erano conservate intatte proprio per il luogo remoto da cui essi provenivano.

Gli Aria (o Arya) o Indo Ariani erano divisi in due rami, uno dei quali si stabilì in Persia, mentre l'altro, dopo essersi fermato anch'esso per un breve periodo nella medesima zona, si stabilì definitivamente nell'odierno territorio indiano.

In quell'epoca, la valle dell'Indo era già popolata da alcune tribù di diversa origine arrivate in India molto tempo prima:

- i Munda, che avevano probabilmente origini austroasiatiche ed una cultura molto primitiva legata ad una religione animista;
- i Dravida, che si diffusero in tutta la penisola indiana e lasciarono numerose tracce nella cultura e nella religione che in seguito prenderà il nome di induismo.
Tali tracce si trovano nelle venerazioni del culto femminile e del simbolo fallico maschile (che nell'induismo si trasformeranno nella venerazione dello Shiva Lingam), e quindi nel concetto di interazione fra femminile e maschile nell'energia sessuale;
- il terzo gruppo, di cui non si conosce il nome, era di origine mesopotamica ed aveva sviluppato in modo particolare alcuni tipi di architettura.

Gli Aria, nel loro arrivo in India, non annullarono cultura, usi e costumi delle popolazioni autoctone, ma si fusero a loro, dando origine ad una nuova cultura.

Kamaway, che è un metodo di stimolazione dell'energia di base o sessuale, ebbe ulteriore diffusione anche per merito dei Dravidi, la cultura dei quali era fortemente legata ai ritmi naturali, alla sessualità e si avvalse anche dell'architettura, usata dalle popolazioni di origine mesopotamica per i luoghi dove venivano praticate le attivazioni del metodo.

Altre tecnologie, legate ad altri aspetti che non ritrovarono riscontro nelle popolazioni autoctone, andarono perse.
Dalla fusione di queste tradizioni, la religione vedica, già patrimonio degli Aria, venne integrata con le altre culture, e da ciò ebbe origine un tipo di culto simile a quello degli Aria, ma fortemente influenzato dalle religioni autoctone.

Tale culto era connesso al potere della casta guerriera, principalmente legato all'adorazione delle forze naturali che agiscono sull'uomo.
La divinità principalmente adorata era Indra (il Re degli Dei), con forti caratteristiche umane, con debolezze ed una spiccata predisposizione alle scappatelle amorose.

Con il rafforzarsi della casta sacerdotale, il culto e la mitologia si complicarono e si trasformarono assumendo risvolti filosofici più complessi.

Le tecnologie e le conoscenze originarie degli Aria non vennero comunque mai soppresse, ma limitate a cerchie di eletti sempre più ristrette, soprattutto sacerdoti e guerrieri.

E' qui che assume importanza la struttura architettonica, che ospita e, soprattutto, protegge le tecnologie di attivazione dell'energia che, essendo strettamente connesse al rafforzamento del potere, erano riservate ad un'elite sempre più ristretta.

L'evoluzione successiva, che vede al potere la casta sacerdotale, porta al brahamanesimo, che darà poi in seguito origine a jainismo e buddismo e ancora all'induismo.

Anche in queste religioni, soprattutto in quella jainista, così rigida e austera, si possono ritrovare collegamenti con tecnologie legate alla sessualità.

Lo Jainismo, infatti, conserverà fino al dodicesimo secolo d.C. tracce di una spiccata sensualità nelle meravigliose sculture interne dei templi antichi, in contrasto con la rigorosa e moralmente chiusa religione Jainista attuale.

Dal III secolo a.C., si opera una profonda sintesi religiosa fra vedismo e brahamanesimo.
Tale sintesi porta alla nascita della religione induista conosciuta oggi, una religione ampia ed eterogenea, dove tendenze metafisiche si uniscono ad una profonda connessione con il corpo, una religione che permea tutti i campi: sociale artistico e letterario.

L'induismo ha un merito profondo, raro in una religione, quello di aver inglobato tutto al suo interno, senza distruggere informazioni, credenze e conoscenze provenienti da altre religioni e culture.
Gesù, Buddha, e tanti altri capostipiti di religioni diverse sono rispettati e ospitati all'interno del pantheon induista.

Questo è il motivo principale per cui è stato possibile ritrovare il Kamaway, nella sua forma originale, proprio in India.
Se ne trovano comunque tracce in altre culture, prima di tutto in quella persiana, ma anche in quella egiziana.
Alcune pratiche legate al Kamaway si sono tramandate per secoli, anche se si è perso quasi completamente il significato originario.

Le tracce più chiare, ma ormai svilite e incomplete, le troviamo legate alle discipline tantriche e alle sculture presenti in varie forme, fino circa al 1400 d.C..
Alcune pratiche, che facevano parte del metodo, sono state portate a livello popolare, purtroppo avulse dal significato che poteva avere il metodo nel suo complesso.

Ma tutto, se pur in frammenti sparsi, è rimasto, si è conservato. Parte delle tecniche di attivazione sono state recuperate attraverso testi e simboli conservati nella parte buddhista dell'India, mentre pratiche e trattamenti simili sono stati ritrovati presso alcune tribù del deserto del Thar.

Un percorso lungo e non sempre facile, che Sauro Tronconi ha concretizzato negli ultimi anni, ma che da molto tempo era iniziato.
Egli possedeva da tanto tempo alcune tessere di un puzzle che non permettevano di capire cosa sarebbe apparso; poi, nel 2000, il recupero di altre tessere e altre ancora, fino ad avere un quadro non perfettamente completo, ma sicuramente leggibile e comprensibile.

Ed ecco la possibilità di poter sperimentare Kamaway, che sarebbe riduttivo e fuorviante legare solo all'energia sessuale.
E' giusto legarlo all'energia nella sua accezione più ampia, vederlo come uno strumento prezioso e disponibile per la nostra vita.

   
 

Copyright ESPANDE®, 25 Dicembre 2001 All rights reserved

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